Dieta e vita sociale: attenzione a parenti e amici!

In una cena per due, mangiamo circa il 35% in più di quando siamo da soli. Parliamo di dieta e vita sociale sulla base delle ultime ricerche scientifiche.

Se vi ritrovate a provare a perdere peso con frequenti insuccessi, ponetevi domande su dieta e vita sociale: potreste trovare le risposte che cercate da tempo. Pensateci un attimo. Siete a dieta, andate a pranzo dalla mamma o da un’amica: anche se inconsciamente potrebbero distogliervi dal vostro obiettivo e indurvi in golose tentazioni. Probabilmente avete già esperienza diretta di questi meccanismi, ma adesso anche la scienza li spiega e li conferma. Ci avevate mai pensato? La scienza viene in vostro aiuto.

Un team di ricercatori dell’Università del Surrey, esaminando la letteratura scientifica sull’argomento dieta e vita socialeha scoperto, infatti, che amici e parenti spesso non rappresentano affatto un sostegno per chi vuole tornare in linea. Anzi: attraverso una sottile forma di sabotaggio, tendono a non incoraggiare un’alimentazione sana e, con commenti caustici e critiche, spesso minano la fiducia e l’autostima di chi sta cercando di perdere peso, con un impatto negativo sul suo impegno.

Il timore dei cambiamenti

«La perdita di peso spesso si traduce in un cambiamento» ha spiegato Jane Ogden, professoressa di Psicologia della Salute e autrice principale dello studio, «dall’aumento della fiducia in se stessi a una trasformazione delle dinamiche sociali. Molti, però, non accolgono con favore tali cambiamenti, che scuotono il tranquillo “status quo” familiare, e possono, consciamente o inconsciamente, cercare di intralciare i tentativi di una persona di perdere peso, pur di mantenere le cose come stanno. Dobbiamo analizzare ulteriormente questo tema, per sviluppare interventi che potrebbero focalizzarsi su familiari e amici e aiutarli a essere più di supporto per coloro che vogliono perdere peso». Le persone vicine a chi si sforza per dimagrire, ad esempio, dovrebbero incentivare l’attività fisica, proponendo passeggiate ed evitando di sottolineare il costo dell’abbinamento in palestra.

La mamma «nutrice» e l’amica ospitale

Pensiamo poi al ruolo di «nutrice» della mamma: anche se lo fa come gesto d’amore, offre cibo anche quando non si ha fame o si sta cercando di mangiare di meno. Una tendenza che certamente non aiuta a perdere peso. O, ancora, pensiamo all’amica che, a cena a casa sua, apre una bottiglia di vino buono nel segno dell’ospitalità e della convivialità, e così facendo rende veramente difficile riuscire a dire di no a un bicchiere a cui sarebbe stato meglio rinunciare.

«Le persone si impegnano a dimagrire per una serie di motivi, sia per la salute generale che per sentirsi meglio con se stesse», continua Odgen. «Il sostegno di amici e familiari può essere uno strumento prezioso per aiutarle a raggiungere i propri obiettivi, tuttavia a volte proprio le persone più vicine intralciano i loro sforzi, tentandole con cibo malsano od ostacolandoli nell’adozione di uno stile di vita più salutare».

I familiari, gli amici e i partner dovrebbero anche smettere di «assecondare» chi, nonostante voglia perdere peso, si sta comportando in modo da andare nella direzione opposta. Questa è una forma di mancanza di supporto che viene messa in atto soprattutto per evitare litigate e conflitti, ma è altrettanto dannosa.

Il consiglio, quindi, è di concedersi il lusso di un pasto in solitudine, quando si vuole controllare il peso. Lo suggerisce, indirettamente, anche una ricerca dell’Università di Pittsburgh presentata all’Associazione dei cardiologi statunitensi, secondo cui le persone a dieta hanno il 60% di possibilità di interrompere il loro regime alimentare quando mangiano con altri. Lo psicologo statunitense John de Castro, con una serie di studi, ha dimostrato che in compagnia siamo portati a mangiare di più (e più la compagnia è numerosa, più mangiamo): in una cena per due, mangiamo circa il 35% in più di quando siamo da soli, in quattro la percentuale sale al 75%.

 

Articolo di “lacucinaitaliana.it”