Gonfiore Addominale

Gonfiore addominale: perché succede e cosa mangiare per stare meglio

Il gonfiore addominale è uno di quei disturbi tanto comuni quanto sottovalutati. Quasi tutti, prima o poi, abbiamo provato quella fastidiosa sensazione di pancia tesa, dura, “palloncino in fase di decollo”, che può rovinare la giornata e anche l’umore. Eppure, nonostante sia diffusissimo, resta uno dei sintomi più fraintesi: tra miti duri a morire, colpevoli sbagliati e soluzioni improvvisate, spesso si finisce per eliminare cibi sani o adottare strategie poco efficaci.

Capire davvero da dove nasce il gonfiore addominale è il primo passo per gestirlo meglio, senza inutili rinunce e con scelte alimentari più consapevoli.

Cos’è davvero il gonfiore addominale

Il gonfiore non è semplicemente “aria nella pancia”. È una combinazione di diversi fattori: accumulo di gas intestinali, rallentato svuotamento dello stomaco, alterazioni della motilità intestinale e, in alcuni casi, una maggiore sensibilità viscerale. Questo significa che due persone possono avere la stessa quantità di gas nell’intestino, ma solo una percepirla come fastidiosa o dolorosa.

Secondo numerosi studi clinici, il gonfiore è uno dei sintomi principali della sindrome dell’intestino irritabile (IBS), ma può comparire anche in persone perfettamente sane, specialmente in seguito a pasti abbondanti, consumati troppo velocemente o ricchi di determinati zuccheri fermentabili.

Le cause più comuni (e spesso sottovalutate)

Tra le cause più frequenti troviamo innanzitutto il modo in cui mangiamo. Ingoiare aria mentre si mangia in fretta, si parla molto durante i pasti, si mastica chewing gum o si bevono bibite gassate porta inevitabilmente a un aumento dei gas intestinali.

Anche la composizione del pasto gioca un ruolo fondamentale. Alcuni carboidrati, noti come FODMAP (fermentabili, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli), vengono digeriti solo parzialmente nell’intestino tenue e arrivano quasi intatti nel colon, dove vengono fermentati dai batteri, producendo gas. Tra questi troviamo lattosio, fruttosio in eccesso, sorbitolo, mannitolo, fruttani e galattani.

Numerosi studi clinici dimostrano che una dieta a basso contenuto di FODMAP può ridurre in modo significativo gonfiore, dolore addominale e meteorismo nelle persone con intestino irritabile .

Un’altra causa frequente è la stitichezza: quando il transito intestinale rallenta, i gas restano intrappolati più a lungo, aumentando la sensazione di pancia gonfia. Anche lo stress influisce più di quanto si pensi. L’asse intestino-cervello è oggi ampiamente studiato: tensione emotiva, ansia e stanchezza mentale possono alterare la motilità intestinale e amplificare la percezione del gonfiore.

I grandi falsi miti da sfatare del gonfiore addominale

Uno dei più diffusi è quello secondo cui “il gonfiore è causato solo dal glutine”. In realtà, per chi non soffre di celiachia, le evidenze scientifiche suggeriscono che il vero responsabile spesso non è il glutine in sé, ma i fruttani contenuti nei cereali come grano, orzo e segale, che appartengono proprio alla famiglia dei FODMAP.

Studi recenti condotti su soggetti che si dichiaravano sensibili al glutine, ma non celiaci, hanno mostrato che i sintomi gastrointestinali, incluso il gonfiore, persistono anche in assenza di glutine, suggerendo un possibile effetto nocebo o una maggiore sensibilità ad altri componenti del grano . Questo spiega perché molte persone migliorano con una dieta “gluten free” non tanto per l’eliminazione del glutine, quanto per la riduzione complessiva dei FODMAP.

Un altro mito duro a morire riguarda le bibite gassate: “gonfiano sempre”. In realtà, non tutti reagiscono allo stesso modo. L’anidride carbonica può aumentare temporaneamente la sensazione di pienezza, ma in alcune persone può persino facilitare la digestione. Tuttavia, chi è predisposto al gonfiore tende a trattenere più facilmente i gas ingeriti, con conseguente fastidio .

Anche demonizzare totalmente le fibre è un errore. Le fibre sono fondamentali per la salute intestinale, ma un aumento improvviso, soprattutto se proveniente da legumi, cereali integrali e verdure crude, può causare fermentazione e gas. La chiave è introdurle gradualmente.

Il ruolo del microbiota intestinale

Negli ultimi anni, la ricerca ha messo sotto i riflettori il microbiota, l’insieme dei microrganismi che abitano il nostro intestino. Un microbiota equilibrato favorisce una digestione efficiente, mentre una disbiosi, cioè uno squilibrio nella flora batterica, può contribuire a gonfiore, meteorismo e irregolarità intestinale.

Alcuni ceppi probiotici, in particolare quelli appartenenti ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus, hanno mostrato benefici nel migliorare i sintomi gastrointestinali, anche se gli effetti possono variare molto da persona a persona. Gli alimenti fermentati come yogurt, kefir, miso e crauti possono aiutare a sostenere un microbiota più sano, purché tollerati.

Strategie alimentari davvero efficaci

Quando il gonfiore è frequente, non serve ricorrere subito a diete drastiche. Spesso bastano piccoli aggiustamenti. Mangiare lentamente, masticare bene e fare pasti regolari riduce significativamente l’ingestione di aria. Anche una semplice passeggiata dopo i pasti può favorire la motilità intestinale e l’eliminazione dei gas.

Dal punto di vista alimentare, la dieta a basso contenuto di FODMAP rappresenta oggi uno degli approcci più studiati ed efficaci per ridurre gonfiore e disturbi intestinali, soprattutto nei soggetti con IBS. Numerose revisioni sistematiche e meta-analisi mostrano miglioramenti significativi di gonfiore e dolore addominale rispetto alle diete tradizionali .

Questo non significa eliminare per sempre interi gruppi alimentari, ma seguire un percorso in tre fasi: riduzione temporanea, reintroduzione graduale e personalizzazione, per individuare con precisione i propri alimenti “trigger”.

Altri cibi utili includono banana, avena, riso, patate, finocchio, zenzero, menta e yogurt, noti per la loro buona tollerabilità e l’effetto calmante sull’apparato digerente .

Quando preoccuparsi davvero

Il gonfiore, nella maggior parte dei casi, è benigno e legato allo stile di vita. Tuttavia, se diventa persistente, severo o associato a sintomi come dolore intenso, calo di peso, anemia, sangue nelle feci o febbre, è fondamentale consultare un medico per escludere condizioni più serie.

Il gonfiore addominale non è un destino inevitabile né un nemico da combattere a colpi di eliminazioni drastiche. È piuttosto un segnale che il nostro corpo ci invia, invitandoci ad ascoltarlo meglio. Con piccoli accorgimenti, scelte alimentari più consapevoli e una buona dose di pazienza, è possibile ritrovare leggerezza e benessere senza rinunce inutili.

 

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